Vallo Alpino- Bunker sul fiume

Il Vallo alpino del Littorio era un sistema di fortificazioni permanenti realizzato negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, dall’esercito italiano a difesa delle frontiere alpine, dalla Francia al Carso, articolato in gruppi di opere poste a presidio delle possibili direttrici di penetrazione avversaria, dal fondovalle (lungo le principali vie di comunicazione stradale e ferroviarie) fino alle quote più elevate. Mai impegnate in azioni di combattimento tranne che a Coccau e San Bernardo dopo l’8 settembre 1943, gran parte delle strutture, adattate alle nuove esigenze difensive, sono rimaste in esercizio anche nel dopoguerra fino ad anni recenti. Le singole postazioni, isolate ma in relazione strategica con le altre dello stesso sbarramento, sono realizzate in caverne o interrate a ridosso dei rilievi naturali o sul greto del fiume (come questo in foto)

Portis – Paese fantasma

Dopo il terribile terremoto del 1976, 40 anni fa, quasi tutto ciò che le scosse del sisma ridussero a un ammasso di macerie è stato ricostruito: fabbriche, case e scuole, castelli, dimore storiche ed edifici pubblici. Ma c’è un paese che è rimasto intatto, così, come allora, dopo che la terra ha tremato forte. È Portis, che adesso si chiama comunemente “Portis vecchio”, un abitato alle porte nord di Venzone che contava una scuola e tante case e che è stato ricostruito in un altro punto del comune, ex novo.Dove sorge “Portis vecchio” non si può più abitare, né edificare nulla. Per legge. Perché in caso di nuove e violente scosse, l’area resta soggetta a crolli, di massi dalla vicina montagna che incombe. È uno dei pochi paesi dove la furia del sisma si può vedere da vicino, sebbene siano passati tanti anni. Le case sono segnate da profonde crepe, in parte sono crollate e quasi tutte abbandonate. Chi ci viveva prima del 1976 può continuare, se vuole, a condurre degli orti, o a usare qualche baracca per deposito di attrezzi. È rimasto un paese fantasma.

Ex Oleificio

Lo stabilimento è chiuso dal 2004, dopo che il marchio fu ceduto ad un’altra azienda e la produzione in loco cessò. Lo stabilimento risaliva al dopoguerra, con l’introduzione degli olii Topazio e Cuore. I semi di girasole e altri venivano portati ad un altro stabilimento. Dal 2005 lo stabilimento è in disuso, in attesa di una riqualificazione più volte annunciata ma mai realizzata.

Villa Paradiso

Villa Paradiso: edificio risalente al tardo XVII secolo che risulta essere l’ampliamento di una precedente costruzione del XVI secolo. È costituito da un corpo centrale con funzioni abitative e due barchesse laterali che avevano originariamente funzione di abitazione dei lavoratori e di stalla, le quali racchiudono un’ampia corte. Verso la fine del XVIII secolo venne costruito un ulteriore edificio dalla facciata completamente porticata destinata unicamente ad attività agricole.

Villa Meraviglia

Chiamata da me “Villa Meraviglia”. La villa nasce nel 600 circa, immerso nel suo giardino c’è un piccolo oratorio, la villa è un semplice edificio con scala interna a chiocciola di tipo palladiano, all’interno del primo e secondo piano è decorata con affreschi del XVII secolo di scene sacre e mitologiche, e motivi ornamentali di paesaggi.

La casa delle favole

Chiamata da me “casa delle favole” perché ricca di statue e dipinti sulle pareti e su alcuni oggetti. La casa era abitata da due fratelli (entrambi docenti) , i quali, dopo la morte del padre sul lavoro per causa di natura elettrica vennero privati totalmente della corrente elettrica dalla madre. Passarono quindi tutta la vita senza corrente, utilizzando solo candele, stufe a legna e il tempo dopo lavoro a creare statue e pitture.

Veneland

Veneland era un modesto parco a tema nato verso la fine degli anni ’70. Quelli erano gli anni in cui i piccoli parchi con un tema, diversi dai luna park, erano una novità assoluta, un piccolo surrogato per chi non poteva andare in America a vedere Disneyland!